UNIONE DEGLI STUDENTI CHIEDE SCIOGLIMENTO DI BLOCCO STUDENTESCO
Roma, 29 ott. - (Adnkronos) - Dopo gli incidenti di oggi a Piazza Navona, a Roma, l'Uds (Unione degli Studenti) torna a chiedere lo scioglimento di "Blocco Studentesco", sostenendo ''la non leggitimazione di tale associazione negli organismi di rappresentanza studentesca quali i consigli di istituto e le consulte provinciali degli studenti''.''Tale nostra richiesta -riferisce- già era stata posta lo scorso anno, in occasione delle elezioni delle consulte provinciali studentesche, con una richiesta formale presentata al ministero dell'Interno e della pubblica Istruzione. Blocco studentesco -aggiunge l'Uds- che palesemente e dichiaratamente si richiama al fascismo non puo' essere riconosciuto e legittimato. Il portavoce di Blocco studentesco, Francesco Polacchi, è chiaramente riconoscibile -conclude- nelle foto che testimoniano gli scontri avvenuti oggi''.
BLOCCO STUDENTESCO: RISPOSTA ALL'UDS SUL NOSTRO SCIOGLIMENTO
l'UdS chiede lo scioglimento del nostro movimento? Rispondiamo con le 37000 pernacchie degli studenti democraticamente rappresentati dal Blocco Studentesco alla consulta provinciale di Roma, e con le migliaia di fischi che gli studenti in piazza Navona gli hanno oggi rivolto dopo il loro maldestro tentativo di politicizzare il corteo, come ampiamento documentato dal nostro video su youtube
http://www.youtube.com/watch?v=5wTeI_tatoY&eurl=http://www.casapound.org/
giovedì 30 ottobre 2008
mercoledì 29 ottobre 2008
Aggressione ai danni del Blocco Studentesco durante la Manifestazione studentesca a Roma
IL VIDEO!
http://www.youtube.com/watch?v=5wTeI_tatoY
Non possiamo fare a meno di manifestare la nostra solidarietà contro chi ha voluto distruggere l'unità degli studenti così faticosamente costruita.
Fino a ieri la manifestazione comprendeva studenti "neri" e "rossi" che marciavano insieme, uniti, per manifestare il loro dissenso. Non riesco a fare a meno di pensare che dietro questi scontri ci sia la volontà di politicizzare la manifestazione, mettere un cappello "di sinistra" a questa contestazione per pura e semplice paura della verità. Inoltre la corsa delle agenzie di stampa nell'accusare il Blocco Studentesco di aggressione, nonostante le immagini ed i video che presto procureremo tramite internet contestino questa versione, nonostante la maggior parte degli studenti abbia reagito alle aggressioni al grido "Nè rossi, nè neri, solo liberi pensieri", ci permette di pensare che ci sia chi vuole soffiare ancora una volta sul fuoco dello scontro giovanile, per far affossare le giuste proteste degli studenti dietro il velo degli "scontri politici" e poter far passare sotto silenzio le loro attività.
Rimangono attuali le parole del Sen. Cossiga dei giorni scorsi, quando auspicava l'infiltrazione di agitatori pronti a tutto nel movimento studentesco per alzare il livello della tensione, provocare scontri e quindi poter intervenire con le forze dell'ordine per disperdere la protesta con l'appoggio dell'opinione pubblica.
Ecco, hanno già cominciato.
Oggi 29 Ottobre, intorno alle ore 11, mentre si svolgeva il corteo di
protesta degli studenti sotto al senato, i ragazzi del Blocco
Studentesco sono stati caricati da sedicenti studenti antifascisti un
pò troppo avanti con l'età, che volevano escluderli dalla
manifestazione. Alle cariche sono seguite le proteste di tutto il
corteo per questo tentativo di esclusione di una parte di studenti
dalla protesta anti-gelmini. Gli studenti in piazza hanno cominciato
ad intonare il coro "ne rossi ne neri solo liberi pensieri" per
condannare l'episodio di violenza contro i ragazzi del blocco
studentesco. "rifiutiamo questo tentativo di spaccare il fronte unito
degli studenti da parte di alcuni idioti antifascisti" commentano i
ragazzi del Blocco Studentesco.
L'aggressione premeditata ha lasciato due ragazzi del blocco studentesco feriti.
"Alcune agenzie riportano i fatti in maniera distorta, addossando
addirittura la responsabilità al Blocco Studentesco" proseguono "ma
abbiamo filmati che pubblicheremo su youtube e su facebook, unici
media liberi, che come al solito dimostreranno una realtà ben precisa:
gli scontri e le divisioni fra studenti sono fomentate dagli
antifascisti che non accettano che nella protesta studentesca ci sia
unità generazionale fra ragazzi di destra e di sinistra."
Intorno alle 12, inoltre, i ragazzi del Blocco Studentesco, sono stati
nuovamente caricati da un centinaio di antifasciti organizzati con
bastoni e caschi.
"Molti dei nostri sono rimasti feriti per mano degli antifascisti" la
vicenda si è svolta sotto gli occhi attoniti di tutti gli studenti
romani e di numerosi giornalisti. "Il tentativo di spaccare il fronte
unito degli studenti escludendo il Blocco Studentesco prosegue con una
ferocia inaudita da parte degli antifascisti" proseguono gli esponenti
del Blocco. "Per spaccare il fronte degli studenti non è arrivata la
auspicata polizia di Berlusconi, ma la violenza antifascista". Cossiga
docet.
http://www.youtube.com/watch?v=5wTeI_tatoY
Non possiamo fare a meno di manifestare la nostra solidarietà contro chi ha voluto distruggere l'unità degli studenti così faticosamente costruita.
Fino a ieri la manifestazione comprendeva studenti "neri" e "rossi" che marciavano insieme, uniti, per manifestare il loro dissenso. Non riesco a fare a meno di pensare che dietro questi scontri ci sia la volontà di politicizzare la manifestazione, mettere un cappello "di sinistra" a questa contestazione per pura e semplice paura della verità. Inoltre la corsa delle agenzie di stampa nell'accusare il Blocco Studentesco di aggressione, nonostante le immagini ed i video che presto procureremo tramite internet contestino questa versione, nonostante la maggior parte degli studenti abbia reagito alle aggressioni al grido "Nè rossi, nè neri, solo liberi pensieri", ci permette di pensare che ci sia chi vuole soffiare ancora una volta sul fuoco dello scontro giovanile, per far affossare le giuste proteste degli studenti dietro il velo degli "scontri politici" e poter far passare sotto silenzio le loro attività.
Rimangono attuali le parole del Sen. Cossiga dei giorni scorsi, quando auspicava l'infiltrazione di agitatori pronti a tutto nel movimento studentesco per alzare il livello della tensione, provocare scontri e quindi poter intervenire con le forze dell'ordine per disperdere la protesta con l'appoggio dell'opinione pubblica.
Ecco, hanno già cominciato.
Oggi 29 Ottobre, intorno alle ore 11, mentre si svolgeva il corteo di
protesta degli studenti sotto al senato, i ragazzi del Blocco
Studentesco sono stati caricati da sedicenti studenti antifascisti un
pò troppo avanti con l'età, che volevano escluderli dalla
manifestazione. Alle cariche sono seguite le proteste di tutto il
corteo per questo tentativo di esclusione di una parte di studenti
dalla protesta anti-gelmini. Gli studenti in piazza hanno cominciato
ad intonare il coro "ne rossi ne neri solo liberi pensieri" per
condannare l'episodio di violenza contro i ragazzi del blocco
studentesco. "rifiutiamo questo tentativo di spaccare il fronte unito
degli studenti da parte di alcuni idioti antifascisti" commentano i
ragazzi del Blocco Studentesco.
L'aggressione premeditata ha lasciato due ragazzi del blocco studentesco feriti.
"Alcune agenzie riportano i fatti in maniera distorta, addossando
addirittura la responsabilità al Blocco Studentesco" proseguono "ma
abbiamo filmati che pubblicheremo su youtube e su facebook, unici
media liberi, che come al solito dimostreranno una realtà ben precisa:
gli scontri e le divisioni fra studenti sono fomentate dagli
antifascisti che non accettano che nella protesta studentesca ci sia
unità generazionale fra ragazzi di destra e di sinistra."
Intorno alle 12, inoltre, i ragazzi del Blocco Studentesco, sono stati
nuovamente caricati da un centinaio di antifasciti organizzati con
bastoni e caschi.
"Molti dei nostri sono rimasti feriti per mano degli antifascisti" la
vicenda si è svolta sotto gli occhi attoniti di tutti gli studenti
romani e di numerosi giornalisti. "Il tentativo di spaccare il fronte
unito degli studenti escludendo il Blocco Studentesco prosegue con una
ferocia inaudita da parte degli antifascisti" proseguono gli esponenti
del Blocco. "Per spaccare il fronte degli studenti non è arrivata la
auspicata polizia di Berlusconi, ma la violenza antifascista". Cossiga
docet.
martedì 28 ottobre 2008
O Roma o Morte!
L’idea di marciare a Roma era già stata fatta circolare dai legionari fiumani, ma anche i Fascisti avevano simulato una “marcia” su Ravenna, alla guida di Italo Balbo. La decisione di marciare su Roma fu presa durante l’adunata di Napoli, il 24 ottobre 1922. Furono prescelti i comandanti delle varie colonne (Perrone Compagni, Bottai e Igliori, al comando rispettivamente di 4000, 8000 e 2000 Fascisti, provenienti da Civitavecchia, Tivoli e Monterotondo), e al termine della parata per le vie della città Mussolini proclamò: “O ci daranno il governo o lo prenderemo, calando su Roma”.
Il 27 ottobre il governo Facta dà le dimissioni, mentre i Fascisti cominciano la marcia di avvicinamento. Durante la marcia si impadroniscono senza resistenza di uffici postali e telegrafici, di grande utilità per i collegamenti delle varie colonne. Anche le stazioni ferroviarie furono occupate, permettendo ai Fascisti di “marciare” in treno fino all’interruzione delle linee.
Nella notte tra il 27 e il 28 ottobre, Facta chiese al Re di firmare lo stato d’assedio, in modo da far intervenire il Regio Esercito, ma ottenne un rifiuto. Infatti, Vittorio Emanuele III diede ascolto ai consigli di Federzoni, noto nazionalista, e al generale Armando Diaz, che proponevano un accordo con Mussolini.
Mussolini era rimasto a Milano per attendere lo sviluppo degli eventi, e nella notte raggiunse Roma in un vagone letto. Il 28 ottobre si presentò al Sovrano che gli diede incarico di formare il governo.
Il governo fu formato il 30 ottobre 1922, mentre le squadre marciavano per la città. Il Governo era composto da una coalizione di Fascisti, nazionalisti, popolari, democratico-sociali nittiani, giolittiani, salandrini, indipendenti filofascisti. Non era un vero e proprio governo di coalizione, in quanto Mussolini non aveva consultato i gruppi parlamentari, ma si era rivolto direttamente ai singoli. Il Duce, oltre che essere Capo del Governo, assunse ad interim i ministeri dell’Interno e degli Esteri. Ai fascisti andarono i ministeri di Giustizia, Affari di Culto, Finanze, Tesoro, Assistenza e Pensioni, Terre Liberate. Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio fu nominato Acerbo, l’estensore della legge elettorale del 1924.
La Camera votò la fiducia con 306 voti favorevoli, 116 contrari e 7 astenuti.
giovedì 23 ottobre 2008
IANNONE - CASAPOUND ITALIA IN MERITO ALLE DICHIARAZIONI DI BERLUSCONI
"Lo Stato non può manifestarsi solo quando deve picchiare i ragazzi che occupano"
"Apprendiamo con sconcerto le dichiarazioni di Silvio Berlusconi" dichiara Gianluca Iannone responsabile nazionale di CASAPOUND ITALIA, il movimento delle occupazioni di destra.
"Berlusconi dichiara che lo Stato farà lo Stato, ovvero interverrà con forza contro le occupazioni delle scuole: CASAPOUND ITALIA trova assolutamente sconcertante che lo Stato si manifesti solo quando bisogna colpire i ragazzini che occupano le scuole o quando bisogna salvare le Banche private che lucrano strozzando cittadini e imprese".
Prosegue Iannone "quando occorre salvare la compagnia di bandiera, quando occore tutelare le aziende italiane e i lavoratori italiani dalla concorrenza sleale della dittatura schiavista cinese, quando bisogna far fronte alla emergenza abitativa più spaventosa d'europa, quando bisogna colpire la piaga delle morti sul lavoro, lo Stato di cui parla Berlusconi non si manifesta, non interviene, non esiste."
"Lo Stato ormai si manifesta solo quando deve eseguire uno sfratto, quando chiede le tasse, quando deve lamentarsi di non aver fondi per assumere i precari e a quanto pare quando deve sgombrare gli studenti che chiedono solo una istruzione decente" conclude Iannone.
Parole per combattere.
"Apprendiamo con sconcerto le dichiarazioni di Silvio Berlusconi" dichiara Gianluca Iannone responsabile nazionale di CASAPOUND ITALIA, il movimento delle occupazioni di destra.
"Berlusconi dichiara che lo Stato farà lo Stato, ovvero interverrà con forza contro le occupazioni delle scuole: CASAPOUND ITALIA trova assolutamente sconcertante che lo Stato si manifesti solo quando bisogna colpire i ragazzini che occupano le scuole o quando bisogna salvare le Banche private che lucrano strozzando cittadini e imprese".
Prosegue Iannone "quando occorre salvare la compagnia di bandiera, quando occore tutelare le aziende italiane e i lavoratori italiani dalla concorrenza sleale della dittatura schiavista cinese, quando bisogna far fronte alla emergenza abitativa più spaventosa d'europa, quando bisogna colpire la piaga delle morti sul lavoro, lo Stato di cui parla Berlusconi non si manifesta, non interviene, non esiste."
"Lo Stato ormai si manifesta solo quando deve eseguire uno sfratto, quando chiede le tasse, quando deve lamentarsi di non aver fondi per assumere i precari e a quanto pare quando deve sgombrare gli studenti che chiedono solo una istruzione decente" conclude Iannone.
Parole per combattere.
Fuorilegge ma non MORTO!

Dopo mesi mi decido a riaggiornare il blog, e cercherò di tenerlo più aggiornato.
Tante cose sono cambiate, finalmente in questi mesi è nata e si è strutturata una Comunità di Fratelli decisa e con le capacità di imporsi sul mondo di oggi.
Questa comunità e CasaPound Italia!
Ed inizio subito a propagandare una iniziativa di solidarietà reale. Sono disponibili in numero limitato le magliette di RBN Lione!
Affrettatevi ;)
giovedì 15 maggio 2008
Salviamo la SEB!
La SEB finora ha garantito la libertà ad un ergastolano. Lo ha fatto con i soli propri mezzi:chi avrebbe dovuto dare una mano s'è dileguato ed ora la situazione è diventata insostenibile.
Il costo da affrontare ogni mese per un dipendente è elevatissimo, ammonta a circa 3600 euro e la SEB, ora in liquidazione, non è in grado di sostenerlo. Maurizio si sta già muovendo per passare il "dipendente" sotto altra società, ma non si tratta di un comune lavoratore e la burocrazia in questi casi è allucinante. Non sappiamo esattamente quali saranno i tempi, ma sappiamo che questa persona non può, non deve, tornare in carcere.
Non può essere licenziato dalla SEB finchè un altro datore di lavoro non avrà la possibilità di prenderlo in carico.
L'obiettivo è ambizioso, ma la causa merita sacrificio e dedizione.
Sacrifici che finora sono gravati sulle spalle di Alessandra Maurizio e Vincenzo e che da oggi devono diventare sacrifici di tutti noi.
Il fabbisogno finanziario mensile per mettere al sicuro "quella persona" è di 3000 euro (600 continuerebbe a coprirli la SEB), che potrebbe essere raggiunto qualora almeno 200 utenti versassero 15 euro.
Questo non significa che la quota sia fissa, chi non fosse in grado di raggiungerla potrebbe comunque effettuare il versamento secondo le proprie disponibilità.
Ciò che riteniamo sia fondamentale, in questo momento, è essere vicini a Maurizio Alessandra e Vincenzo in questa battaglia, perchè per troppo tempo sono stati lasciati soli a combattere una guerra che avrebbe dovuto essere di tutti noi. E' ora di farci sentire.
Quindi chiediamo a chi può partecipare di scrivere qui la propra disponibilità, e verrà contattato in privato con i dati necessari per il versamento.
Grazie fin da ora a tutti quelli che ci aiuteranno a mettere in salvo una persona così importante per tutti noi.
L'indirizzo email per eventuali comunicazioni e da utilizzare "all'esterno" del forum è sottoscrizione@vivamafarka.com
qui potranno scriverci i non mafarkisti per avere le coordinate per il versamento e tutte le altre informazioni.
In alternativa vi invito a consultare il catalogo di www.orionlibri.com e ad effettuare degli ordini.
Aiutiamo Maurizio, un Uomo vero ed un grande camerata.
mercoledì 30 aprile 2008
Presente!
Pare brutto dirlo, ma è passato più di un anno, caro Sergio. Ma come vedi alla fine siamo ancora qui.
Come ogni volta, da 38 anni.
Questa è la volta del corteo: quanti eravamo? Chissà, duecento? Trecento? Quattrocento? In fondo non importa molto. Quello che conta è che c'eravamo. Tutti, ameno con il cuore.
Il corteo inizia male, la minaccia di un attacco fa scattare troppi camerati verso il nulla.
Purtroppo la disciplina ci fa difetto, a NOI, che ne facciamo uno dei punti cardine dell'esistenza.
Vita degenere.
Dopo questo primo incidente si parte, fila per cinque, silenziosi, compatti, lentamente, tra quelle bandiere con la croce cerchiata sotto cui hai combattuto.
Sale la tensione nell'aria, l'atmosfera si fa irreale, la nostra marcia lungo le strade semideserte, i pochi passanti che ci guardano tra l'incuriosito e lo spaventato.
Non bastano a scardinarci le grida isolate di pochi stolti che non hanno rispetto nemmeno per i morti, non bastano.
Marciamo, e ad ogni passo aumenta la passione e lo sconforto. Il rammarico per una vita, la tua, stroncata troppo presto da una logica infame, che ha diviso e distrutto la migliore gioventù di una Nazione per favorire un centro politico indegno e parassitario.
Alla fine giungiamo sotto casa tua, camerata dai capelli lunghi.
Siamo tanti.
Ci stringiamo nella via con il cuore gonfio di amarezza e la mente vuota.
Ed inizia il rito
PRESENTE! Per non dimenticare ciò che è stato
PRESENTE! Per non arrendersi mai
PRESENTE! Per mostrare agli sciacalli la nostra passione intatta
Addio Sergio, combatti insieme a noi.
Come ogni volta, da 38 anni.
Questa è la volta del corteo: quanti eravamo? Chissà, duecento? Trecento? Quattrocento? In fondo non importa molto. Quello che conta è che c'eravamo. Tutti, ameno con il cuore.
Il corteo inizia male, la minaccia di un attacco fa scattare troppi camerati verso il nulla.
Purtroppo la disciplina ci fa difetto, a NOI, che ne facciamo uno dei punti cardine dell'esistenza.
Vita degenere.
Dopo questo primo incidente si parte, fila per cinque, silenziosi, compatti, lentamente, tra quelle bandiere con la croce cerchiata sotto cui hai combattuto.
Sale la tensione nell'aria, l'atmosfera si fa irreale, la nostra marcia lungo le strade semideserte, i pochi passanti che ci guardano tra l'incuriosito e lo spaventato.
Non bastano a scardinarci le grida isolate di pochi stolti che non hanno rispetto nemmeno per i morti, non bastano.
Marciamo, e ad ogni passo aumenta la passione e lo sconforto. Il rammarico per una vita, la tua, stroncata troppo presto da una logica infame, che ha diviso e distrutto la migliore gioventù di una Nazione per favorire un centro politico indegno e parassitario.
Alla fine giungiamo sotto casa tua, camerata dai capelli lunghi.
Siamo tanti.
Ci stringiamo nella via con il cuore gonfio di amarezza e la mente vuota.
Ed inizia il rito
PRESENTE! Per non dimenticare ciò che è stato
PRESENTE! Per non arrendersi mai
PRESENTE! Per mostrare agli sciacalli la nostra passione intatta
Addio Sergio, combatti insieme a noi.
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